FRIULI VENEZIA GIULIA - A Gemona del Friuli oggi le misure di sicurezza «all’altezza delle presenze previste», come ha riassunto alla vigilia il prefetto di Udine Domenico Lione, e cioè il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.
Nomi e dispiegamento di forze che raccontano da soli cos’è stato il terremoto che devastò il Friuli il 6 maggio 1976 alle ore 21, provocando 990 morti, 400 dei quali a Gemona. Ma un dispiegamento che dice anche quanto quell’evento e la ricostruzione che ne seguì significhino ancora per tutta l’Italia nonostante siano trascorsi cinquant’anni. Ieri si sono susseguite le operazioni di bonifica nella cittadina pedemontana e, in serata, si sono tenute le ultime riunioni con il cerimoniale del Quirinale e della presidenza del Consiglio dei ministri per definire i dettagli della partecipazione dei massimi vertici dello Stato alla seduta straordinaria del Consiglio regionale Fvg che si terrà al Teatro Sociale alle 17.
Questa mattina gli ultimi sopralluoghi e la chiusura al traffico delle vie cittadine, con i limiti predisposti dal Comando dei Vigili urbani gemonesi. Il presidente della Repubblica arriverà in aereo a Rivolto alle 16 per poi spostarsi a Gemona dove farà la prima tappa, alle 16.30, al cimitero: un momento breve ma solenne e raccolto, in un luogo simbolo, a memoria di tutti coloro che persero la vita in quella tragica notte a causa delle due scosse che si susseguirono sul finire della giornata. Un dolore indelebile per le famiglie e per le comunità. Da lì Mattarella si sposterà al Teatro Sociale per partecipare, con la presidente del Consiglio Meloni, alla seduta solenne del Consiglio regionale Fvg, che intende riconoscere l’impegno, lo spirito di servizio e la capacità di visione che hanno guidato la ricostruzione e il modello riconosciuto a livello internazionale. Ad altissimo rischio lo show, che era in programma, delle Frecce Tricolori nel cielo di Gemona, a causa delle pessime previsioni meteo.













