Ohashi Yoshiyuki, 71 anni, giapponese: è questo il nome dell’uomo trovato privo di vita nel Tevere a Fiumicino alle 15 del pomeriggio di martedì 5 maggio. Ohashi era un intellettuale molto riservato che da anni viveva all’Esquilino: ricercatore di storia e cultura medievale esoterica, aveva tradotto molti libri in giapponese anche dal latino. Risultava scomparso dall’8 aprile.

Persona molto schiva e riservata, non aveva lasciato alcuna traccia nei giorni successivi: nessun avvistamento, nessun biglietto, nessun segnale che facesse pensare a un gesto estremo o a una imminente partenza per il Giappone o altre destinazioni. Era svanito nel nulla.

Il suo corpo è affiorato fra il canneto e gli arbusti di via Guarini a Fiumicino, non lontano dall’isola ecologica di via Portuense, in forte stato di decomposizione, gonfio e pieno di lividi, con i vestiti a brandelli e i pantaloni calati al ginocchio. In base a quanto riporta Adnkronos, il cadavere è stato identificato grazie ai documenti di identità trovati all'interno dei pantaloni dai poliziotti intervenuti sul posto: è il tragico epilogo di una ricerca iniziata quasi un mese fa. Ohashi viveva a Roma da solo e senza familiari.

Si era trasferito nella capitale nei primi anni Novanta e per anni ha lavorato nel settore del turismo tramite l’agenzia dei viaggi giapponese. La sua passione era la storia e da tempo era considerato un esperto di cultura medievale esoterica soprattutto in Giappone, dove aveva raggiunto un certo livello di notorietà per aver tradotto in giapponese numerosi libri di esoterismo medievale dal latino, dall’italiano e dall’inglese. “Era una persona molto riservata che non aveva tanti amici però era molto gentile e non mostrava mai la sua riservatezza alla gente, era simpatico a tutti”, ha spiegato il 4 maggio in una trasmissione tv una sua amica, Ayumi Yazaka.