Sempre meno famiglie riescono a mettere da parte qualche risparmio. La causa principale è l'inflazione, che nel corso del 2025 ha ridotto al 16,7% la fetta di torinesi risparmiatori, facendo segnare il dato più basso degli ultimi sei anni. Non solo, perché la spesa media mensile cresce leggermente, ma rimane al di sotto della media nazionale ed è molto più bassa rispetto a quella delle famiglie della vicina Lombardia. In tutto questo, si trasforma anche la struttura sociale nella nostra città, dove quasi la metà dei nuclei sono composti da una sola persona. È la fotografia scattata dalla Camera di Commercio, che ha presentato i numeri dell'Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, sulla base di un monitoraggio sui consumi e le abitudini di 240 famiglie residenti a Torino.
L’inflazione
«L'inflazione degli ultimi anni ha avuto un impatto sulla capacità di accantonamento delle famiglie, che è uno degli indicatori che subisce una flessione, visto che negli ultimi anni si è passati da circa il 25% di capacità di accantonamento al 17% dell'ultimo anno – ha spiegato Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di Commercio di Torino – Al lordo dell'inflazione la tenuta dei consumi comunque c'è, si spende per le spese alimentari una cifra coerente e costante con gli anni passati e tiene la parte legata alle vacanze, quindi ci ritagliamo uno spazio per riprenderci dalle fatiche dell'anno».






