Cinque mesi di trattative, qualche tensione in Consiglio dei ministri e due concessioni dell'ultima ora: il decreto attuativo di Transizione 5.0 ha finalmente la firma del ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

L'iperammortamento fino al 180% per chi investe nella transizione verde e digitale potrebbe diventare operativo nei primi dieci giorni di giugno, con l'apertura dello sportello telematico del Gse (Gestore dei servizi energetici).

Mancano ancora la bollinatura della Ragioneria, la firma del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, le verifiche della Corte dei conti e gli ultimi passaggi tecnici, ma la quadra sembra essere stata trovata.

A sbloccare l'impasse è stata l'introduzione di una quinta comunicazione obbligatoria a carico delle imprese e, soprattutto, l'esclusione dagli incentivi dei software in cloud — la modalità con cui oggi la maggior parte delle aziende adotta soluzioni digitali. Queste novità sarebbero state accettate da Urso, pur di accelerare i tempi, come sollecitato dalle imprese.

"Gli imprenditori aspettano per investire: prima si fa, meglio è", ha sottolineato il presidente Emanuele Orsini nei mesi scorsi.