Torna dal 22 al 24 maggio al Teatro Grande di Pompei la V edizione di Sogno di Volare, il progetto nato nel 2022 dall'incontro fra il direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e il regista, drammaturgo e cofondatore del Teatro delle Albe Marco Martinelli con l'obiettivo di "rimettere in vita" i testi classici e riconquistare il senso collettivo e civile del teatro attraverso il coinvolgimento creativo e performativo degli studenti e degli adolescenti dell'area vesuviana.

A inaugurare questo nuovo ciclo il 22 maggio sarà la prima assoluta di Antigone, riscrittura da Sofocle ad opera di Marco Martinelli, interpretata da studenti di Pompei, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Torre del Greco.

Lo spettacolo, con le musiche di Ambrogio Sparagna, sarà in replica il 24 maggio prima di approdare, il 28 maggio, a Ravenna Festival.

Il 23 maggio invece, sempre al Teatro Grande, il debutto di Baccanti, riallestimento di una creazione (da Euripide) del celebre coreografo Micha Van Hoecke scomparso nel 2021, firmato da Miki Matsuse, coreografa e danzatrice, oltre che assistente e compagna di Van Hoecke.

Prodotto dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival e Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Sogno di Volare ha coinvolto in questi anni centinaia di giovani del territorio- "Il Festival di Pompei - ricorda Zuchtriegel - celebra tre colonne del patrimonio dell'umanità: il teatro classico, l'archeologia di Pompei e i giovani a cui tutto ciò deve essere consegnato per continuare a vivere. Mettere su uno spettacolo insieme è il miglior antidoto contro le echo chambers dei social media, che mettono a rischio i grandi non meno dei giovani, anzi, loro mentre fanno le prove per quattro ore non toccano proprio il cellulare; è come se avessero solo aspettato una cosa del genere. Del resto, lo diceva già Sofocle nell'Antigone: 'chi pensa di essere saggio lui soltanto, quando lo apri, si vede che è vuoto.' Il Festival di quest'anno è una forma di autodifesa contro la vacuità della finta saggezza del potere nel giustificare violenze e soprusi".