Washington manda Marco Rubio a Roma a ricucire, e Donald Trump riapre la ferita. A ridosso dell'incontro del Segretario di Stato con Papa Leone XIV, fissato per domani al Palazzo Apostolico, il presidente è tornato ad attaccare frontalmente il Pontefice con un'accusa che ha fatto trasalire anche i suoi alleati più fedeli: «Il Papa - ha detto Trump alla radio conservatrice Salem News nel mezzo di un discorso in cui chiedeva all'Iran di sventolare la bandiera bianca - sta mettendo in pericolo molti cattolici e molta gente».
Ancora una volta, Trump ha sostenuto che Leone XIV sarebbe «favorevole» al fatto che l'Iran «possieda un'arma nucleare». Una tesi che contrasta apertamente con le ripetute prese di posizione del Pontefice, che ieri ha ribadito che «la chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari». Non è la prima volta che il presidente offende il Papa con affermazioni inappropriate e senza fondamento. Dal 28 febbraio, da quando ha ordinato i bombardamenti contro l'Iran, il conflitto verbale tra la Casa Bianca e il Vaticano è andato crescendo, ma se Trump sperava di conquistare l'approvazione dei cattolici conservatori, sembra aver sbagliato i calcoli: nonostante i cattolici bianchi siano tradizionalmente tra gli elettori a lui più vicini, su questo scontro il presidente perde consenso, anche perché molti fedeli continuano a ritenere legittimo che il Papa critichi i leader politici, soprattutto sui temi della guerra e della pace.










