Ventuno campi, spettatori e incassi da record. Angelo Binaghi, presidente Fitp: è questa la più grande edizione di sempre degli Internazionali? «Sì e non potrebbe essere altrimenti. Tutti i dati delle agenzie qualificate confermano che il tennis in Italia cresce di anno in anno, a un ritmo notevolmente superiore rispetto a quello con il quale noi adeguiamo le strutture del Foro. E in tutto il paese aumentano i campi da tennis: la domanda cresce se c'è un fenomeno come Sinner o la nostra generazione di fenomeni. Finché ci sarà questo trend, ogni anno batteremo record di pubblico e di incasso».
È vero che l'indotto complessivo toccherà il miliardo? «Lo scorso anno per l'esattezza fu di 891 milioni, quest'anno a parte qualche punto di inflazione c'è comunque una crescita cospicua in biglietteria: se il tempo ci assiste dovremmo superare facilmente i 400mila paganti (sono già sold out gli ultimi giorni del torneo), raggiungendo il miliardo di impatto economico sul territorio. Ma è una stima addirittura prudenziale perché la cifra non tiene conto dell'impatto prospettico dei turisti che torneranno l'anno prossimo, né del cosiddetto impatto "reputazionale"».
Lei quest'anno festeggia le nozze d'argento con la presidenza della Fitp, che assunse nel 2001: uno sport è mai cresciuto così in Italia? «Ho memoria solo per i miei 25 anni da dirigente, ed effettivamente nel 2001 un simile boom nessuno lo poteva immaginare. Ma per fare paragoni col passato io sono troppo giovane, bisognerebbe chiedere alle memorie storiche del nostro sport: Franco Carraro, Gianni Petrucci e Lello Pagnozzi».








