VENEZIA - Le urla che squarciano il silenzio dell’alba, poi il silenzio, e un corpo che scompare nell’acqua scura del rio di San Polo. È morto così, davanti agli occhi impotenti di una coppia di turisti, un giovane magrebino di circa 25 anni, probabilmente di origini tunisine, recuperato senza vita ieri mattina dai vigili del fuoco nel canale che costeggia la corte Amaltea, nel sestiere di San Polo.

Sono da poco passate le 5.20 quando una donna, svegliata dal pianto del figlio, sente delle grida provenire dall’esterno della casa. Si affaccia alla finestra che guarda verso corte Amaltea e il rio di San Polo e nota, accanto alla riva, un giovane steso a terra a pancia in giù. L’uomo parla in una lingua straniera, urla frasi sconnesse e sembra essere fuori di sé; agitatissimo. Spaventata, la donna chiama subito i carabinieri. Nel frattempo il giovane continua a dimenarsi e tenta di recuperare qualcosa che si trova nel canale.

Soltanto più tardi si verrà a sapere che l’uomo era un turista polacco che stava cercando di soccorrere un giovane in procinto di affogare. La donna non vede se qualcosa si sta muovendo nell’acqua, ma sente distintamente una richiesta d’aiuto, la parola “help” (aiuto ndr) ripetuta diverse volte, sempre più forte. A quel punto, allerta anche il Suem 118.