Il consumo culturale, nel Nordest come nel resto del Paese, sta vivendo una trasformazione profonda, segnata dalla pervasività delle piattaforme streaming. Le ultime analisi Demos per l’Osservatorio sul Nordest del Gazzettino sembrano delineare un panorama in cui questi portali Video On-Demand non sono più una novità, ma una realtà consolidata e diffusa che potrebbe ridisegnare le abitudini del tempo libero.
Attualmente, quasi sei nordestini su dieci (57%) dichiarano di essere abbonati ad almeno un servizio di streaming come Netflix, Disney+ o Prime Video, solo per citarne alcuni. Di questi, inoltre, il 34% possiede più di un abbonamento, a dimostrazione di una composizione di contenuti sempre più varia e personalizzata. Tuttavia, esiste anche una quota (quasi altrettanto) ampia di “resistenti” alle piattaforme: il 43%, infatti, dichiara di non avere alcun abbonamento attivo. Questa componente, inoltre, sale drasticamente tra gli over-65, arrivando all’87%: la frattura generazionale è, come prevedibile, il tratto distintivo di questo cambiamento.
Tra i giovani tra i 18 e i 29 anni e quanti hanno tra i 30 e i 44 anni, infatti, lo streaming, è la norma, riguardando complessivamente l’84-85% (e, tra questi, vale la pena sottolineare che il 52%-55% ha più sottoscrizioni). Anche tra le persone di età centrale la presenza di almeno un abbonamento appare molto ampia (76%), mentre supera (di un soffio, 51%) la maggioranza assoluta tra gli adulti.







