Le Camere Penali Internazionali hanno inviato ai capigruppo della Camera e del Senato una proposta di legge "decreto anti-machete", per inasprire la disciplina sul porto e l'uso illecito di armi da punta e da taglio.
La proposta, elaborata sui modelli di diritto australiano e britannico più moderni, prevede che "nessuno possa circolare in luogo pubblico con lame o strumenti da taglio, salvo un motivo concreto, attuale e verificabile e legato ad attività lecite", "escludendo la difesa personale come giustificazione".
L'iniziativa nasce dall' esigenza di una "normativa chiara, uniforme, incisiva" al crescente fenomeno della "circolazione" di lame, coltelli, machete sempre più coinvolti in episodi di violenza, soprattutto in contesti urbani, giovanili e di aggregazione.
Il testo introduve la categoria di "arma bianca urbana", che comprende coltelli, lame occultate o camuffate, machete, pugnali, strumenti da punta o taglio idonei all' offesa, "superando così le attuali incertezze interpretative della normativa vigente". Il sistema sanzionatorio è graduale: fino a 4 anni per il porto ingiustificato di arma bianca, fino a sei per strumenti a maggiore capacità offensiva e fino a sette in caso di porto in luoghi come scuole, ospedali, locali notturni. Per i minori sono previste misure educative, responsabilità genitoriale se omessa vigilanza e pene severe per chi fornisce armi a minorenni.






