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Ultimo aggiornamento: 16:28
È stata chiesta la condanna all’ergastolo per la “Mantide” di Parabiago, la 50enne brasiliana Adilma Pereira Carneiro, che il 9 agosto 2024 mise a punto, secondo l’accusa, il piano omicida nei confronti del compagno Fabio Ravasio: l’uomo, 52 anni, venne travolto e ucciso da un’auto mentre rientrava a casa in bicicletta. La richiesta è stata avanzata lunedì dal pm di Busto, Arsizio Ciro Caramore, al termine di una requisitoria durata oltre cinque ore. Oltre alla donna, sono state invocate le condanne per gli altri sette gli imputati coinvolti nell’assassinio dell’uomo: Igor Benedito a 24 anni, Massimo Ferretti a 24 anni, Mirko Piazza all’ergastolo, Mohamed Dahibi all’ergastolo, Fabio Lavezzo all’ergastolo, Marcello Trifone all’ergastolo, Fabio Oliva a 9 anni e 4 mesi. Per la procura ciascuno ha svolto un ruolo preciso nell’azione: dalla guida dell’auto utilizzata per investire la vittima, alla pianificazione, fino alle attività di supporto e depistaggio. Per tutti, tranne che per Oliva, è contestata la premeditazione
La morte di Ravasio sembrò inizialmente uno dei tanti incidenti stradali mortali causati da un pirata della strada: lo scontro frontale con il ciclista 52enne avvenne intorno alle 19.50 del 9 agosto in Via Vela per mano di un conducente di un’auto nera, proveniente dalla direzione opposta di marcia, datosi alla fuga subito dopo. Le indagini preliminari smentirono presto questa versione: l’incidente in realtà era stato architettato e pianificato, secondo gli inquirenti, nei dettagli dalla compagna per ben tre mesi. La donna, soprannominata la “Mantide”, aveva coinvolto sei persone tra amici e persino uno dei suoi nove figli. Lo scopo era quello di impossessarsi del patrimonio dell’uomo del valore di 3 milioni di euro.






