PADOVA - I colpi di scena nel processo sullo scandalo della nuova curva sud dello stadio Euganeo, ora già entrata nel cuore dei tifosi biancoscudati dopo le tre vittorie casalinghe e la conseguente salvezza del Padova, non sono mancati anche nell’udienza di ieri pomeriggio.
Protagonista assoluto è stato l’ingegnere Elio Scirocchi titolare della società Esteel di Viterbo (in liquidazione giudiziale) che vinse l’appalto per l’opera e tra i sette imputati nel processo. Incalzato prima dalle domande del pubblico ministero Benedetto Roberti, titolare delle indagini, e poi da quelle dei suoi avvocati Danilo Romagnino ed Enrico Mario Ambrosetti ha difeso a spada tratta il suo lavoro togliendosi più di un sassolino dalle scarpe.
L’appalto per costruire la nuova curva sud (con annessi due palazzetti dello sport) fu aggiudicato a dicembre 2020. L’impresa laziale aveva vinto assicurando che avrebbe concluso i lavori in 275 giorni al posto dei 550 del bando.
«I costi dell’opera erano aumentati - ha dichiarato Scirocchi davanti al giudice Giulia Leso - e da 4 milioni e 700mila euro sono passati a 8 milioni e 700mila euro. Ma soprattutto doveva essere approvata una variante da un milione e 400mila euro, che non è stata portata in Giunta perchè c’erano le elezioni amministrative». La variante è stata approvata in Giunta il 27 luglio del 2022, dopo le elezioni comunali vinte da Giordani sul candidato del centro destra Peghin ora presidente del Padova.






