PADOVA - «Il Comune non può rischiare di finire alla Corte dei conti per i lavori all’Euganeo». Si fa durissimo lo scontro tra la giunta Giordani e il Calcio Padova. È di martedì scorso la presa di posizione della società che ha ribadito che con il Comune non c’è alcun accordo su chi debba farsi carico degli interventi di messa in sicurezza dello stadio - la recinzione del lato nord dell’Euganeo e l’innalzamento di 50 centimetri della protezione che si trova tra la curva nord e il campo - richiesti dal questore in vista dell’inizio del campionato. Lunedì sera in consiglio comunale l'assessore allo sport Diego aveva ribadito con forza che tutta la spesa dovrà essere a carico del Calcio Padova. In giorno successivo è arrivata, appunto, una replica piccatissima da parte dei biancoscudati.

«Non è stato raggiunto alcun accordo con il Comune di Padova - ha precisato, infatti, la società - Il Calcio Padova ha accettato di dar corso ai lavori prescritti dalla Questura ai fini della agibilità unicamente per tutelare i propri tifosi ed appassionati, consentendo alla città di Padova di ospitare le gare della tanto sospirata Serie B nello stadio di casa. Si riserva, tuttavia, di richiedere nelle sedi opportune al proprietario dell’impianto il rimborso di tutti i costi che si troverà ad anticipare». Pur di poter iniziare il campionato all’Euganeo, i biancoscudati sono dunque pronti a mettere mano al portafogli per realizzare le opere richieste dal questore. Fatto questo, però, la società non esiterà a passare alle vie legali nel caso in cui l’amministrazione Giordani non fosse disponibile a corrispondere le spese sostenute. Un annuncio che non scompone in nessun modo Bonavina.