Clemente XIV, al secolo Giovanni Ganganelli da Sant’Arcangelo di Romagna (Rimini), nacque il 31 ottobre 1705. Eletto Papa il 19 maggio 1769, si spense a Roma il 22 settembre 1774. Il suo successore, Pio VI, Giovanni Angelo Braschi, nacque a Cesena (oggi Forlì-Cesena) il 25 dicembre 1717, venne eletto il 15 febbraio 1775 e morì prigioniero di guerra dei Francesi a Valence (Drôme) il 29 agosto 1799. Entrambi furono i fautori dell’attuale Museo Pio-Clementino nell’ambito dei celeberrimi Musei Vaticani, meta incessante ogni anno a Roma di milioni di visitatori. Le Collezioni del Museo si dividono a loro volta nel Vestibolo Quadrato, nel Gabinetto dell’Apoxyomenos, nel Cortile Ottagono, nei Gabinetti del Laocoonte, dell’Hermes e Perseo, nella Sala degli Animali e nella Galleria delle Statue e dei Busti, proseguendo nel Gabinetto delle Maschere e nella Sala delle Muse per arrivare, finalmente, alla Sala Rotonda e terminando nella Sala a Croce Greca.

Va detto che, purtroppo, la sistemazione complessiva comportò l’incredibile perdita di affreschi di Andrea Mantegna e del Pinturicchio (Bernardino di Betto). Ma torniamo alla Sala Rotonda, a nicchie tra alte lesene composite, coperta da cupola imitante quelle degli edifici romani, opera mirabile dell’architetto Michelangelo Simonetti (1724/1787) che sistemò la pavimentazione con uno stupendo mosaico a colori risalente alla metà del II secolo d.C., diviso a scomparti rappresentanti lotte di Greci contro centauri e gruppi con divinità marine e fluviali, recuperato nelle Terme di Otricoli, un paesino ai confini tra Umbria e Lazio in provincia di Terni, dove è stato recuperato anche un secondo mosaico in bianco e nero di rara bellezza e, soprattutto, il cosiddetto “Giove di Otricoli”, stupenda copia del primo secolo dopo Cristo della immagine greca del IV secolo a.C.