Si avvicina il mese di giugno, dunque la quattordicesima, sia per i lavoratori a cui spetta sia per i pensionati che ne hanno diritto. Ma quanto vale, l'assegno-extra? Dopo gli interventi già applicati nei mesi precedenti — tra alleggerimento dell’Irpef, rivalutazioni e integrazioni sugli assegni più bassi — l’attenzione cade sul bonus che, nei casi più favorevoli, può arrivare fino a 655 euro netti.
Non tutti, però, ne beneficeranno. A differenza della tredicesima, la quattordicesima è riconosciuta solo a chi ha compiuto almeno 64 anni e rientra in specifiche soglie di reddito. Nel 2026 i riflettori sono puntati in particolare su chi è nato nel 1962 e raggiunge proprio quest’anno il requisito anagrafico, entrando così per la prima volta nella platea dei destinatari.
L’importo massimo resta legato al rispetto di tutte le condizioni previste. Serve, in primo luogo, che il reddito complessivo non superi una volta e mezza il trattamento minimo; inoltre, per chi spegne le 64 candeline nel corso dell’anno, entra in gioco anche la data di nascita.
Il motivo è che la quattordicesima si accumula mese dopo mese. Chi ha già compiuto gli anni a inizio 2026 può riceverla interamente, mentre chi raggiunge il requisito più tardi ottiene solo una quota proporzionale. In concreto, chi è nato a marzo percepirà 10 dodicesimi, chi a giugno 7, mentre chi compie gli anni a dicembre riceverà un solo rateo.








