L’esordio sabato, dall’altro lato Musetti: sogno finale azzurra. Binaghi: «A Jannik andrebbe fatta una statua»
L'arrivo di Jannik Sinner, 24 anni, a Roma dopo il trionfo a Madrid
Genova – Atterraggio alle 14.40 a Ciampino con jet privato. Rapido saluto a qualche tifoso che lo aspettava e poi via nella suite del lussuoso Rome Cavalieri, sopra Monte Mario, a meno di 6 chilometri dal Foro Italico. L’extraterreste Jannik Sinner è sbarcato a Roma con una missione precisa: conquistare gli Internazionali a cinquant’anni esatti da Adriano Panatta, ultimo azzurro a riuscirci.
«Gli italiani dovrebbero fargli un monumento», dice Angelo Binaghi, presidente Fitp, che si coccola il n° 1 al mondo a Roma nonostante il tour de force partito in California il 7 marzo scorso. Sinner, di rientro dalla trionfale trasferta madrilena, ha appreso a distanza il cammino che dovrà affrontare per vincere anche al Foro Italico dove lo scorso anno raggiunse la finale al rientro dopo i tre mesi di stop per la squalifica legata al caso clostebol. L’esordio del Rosso è in programma sabato prossimo. Bisognerà aspettare anche per per conoscere il rivale visto che il sorteggio di Piazza del Popolo lo ha messo di fronte al vincitore della sfida tra l'austriaco Sebastian Ofner e lo statunitense Alex Michelsen. Poi sulla sua strada potrebbe esserci uno tra Jakub Mensik - ultimo tennista che è riuscito a stringere la mano a Jannik da vincitore - o Matteo Berrettini al terzo turno, un possibile ottavo con Fils, quarto con Shelton e semifinale contro Auger-Aliassime. In finale, invece, non ci sarà sicuramente Carlos Alcaraz che l’anno scorso di questi tempi stava preparando la doppietta Roma-Parigi.










