Gioiello turistico dalle acque cristalline sulle coste caraibiche della Colombia, circondata dalle montagne innevate, la Sierra Nevada (de Santa Marta), nel suo entroterra nascosto ai visitatori stranieri, è un terreno fertile per la violenza e la paura tra le popolazioni locali. Commercianti e comunità indigene, vessati da estorsioni, sono alla mercé delle Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada (Acsn), un gruppo paramilitare che si finanzia controllando le rotte del narcotraffico nella catena montuosa costiera più alta del mondo (vetta più alta, il Pico Cristóbal Colón, 5.775 metri, a soli 42 chilometri in linea d’aria dall’oceano), imponendo il proprio dominio sul territorio e sulla sua gente.
L'Acsn esercita di fatto l'autorità nella regione attraverso il "controllo territoriale tramite governo armato", come racconta all'agenzia di stampa France Presse la ricercatrice Norma Vera, che spiega come i criminali sfruttino illegalmente le miniere d'oro, la cui estrazione induce la contaminazione dell'acqua con il mercurio impiegato per separare la materia pregiata dai sedimenti di scarto, e controllino persino i "pasti" venduti ai turisti attraverso l'estorsione.
Parchi nazionali chiusi per criminalità






