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5 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:50

“I ‘Promessi Sposi‘ non devono essere spostati al quarto anno delle superiori, ma restare al biennio”. Parola di Alessandro Barbero. Lo storico dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale scende in campo a difesa dell’opera di Alessandro Manzoni e dei tanti insegnanti che non ne vogliono sapere di rinviare la lettura del noto testo al penultimo anno della secondaria di secondo grado, come suggerito dalle indicazioni per i licei presentate da Loredana Perla, pedagogista, direttore del dipartimento di Scienze della formazione, psicologia, comunicazione dell’Università di Bari e presidente della Commissione di studio incaricata di rivedere i programmi scolastici.

Barbero, dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla scelta proposta dalla Commissione, ha deciso di lanciare una petizione con i professori Roberto Bizzocchi dell’Università degli Studi di Pisa, Pierantonio Frare della Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Giuseppe Polimeni dell’Università degli Studi di Milano. Il tutto nasce dalle frasi riportate nelle Indicazioni nazionali pubblicate sul sito del dicastero di viale Trastevere: “Quanto a Manzoni – cita il documento – è debito ricordare che I promessi sposi entrano nei programmi scolastici negli anni Settanta dell’Ottocento perché si vuole affiancare ai modelli di prosa tre e cinquecenteschi un ‘classico contemporaneo’. Com’è evidente, I promessi sposi non sono più un ‘classico contemporaneo’. Al secondo anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Manzoni sarà pertanto possibile far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico (per esempio quelli elencati nelle righe precedenti), rimandando la lettura dei Promessi sposi, in forma integrale o per brani, al quarto anno del percorso di studio, quando si affronta la letteratura dell’epoca di Manzoni”.