Inchieste su Trump e Epstein. Sono i temi centrali dei premi Pulitzer, il più prestigioso riconoscimento giornalistico al mondo, vinti, tra gli altri, da New York Times, Reuters e Wahington Post. Un riconoscimento è stato assegnato anche agli editoriali di M. Gessen del New York Times “per una straordinaria raccolta di saggi giornalistici sui regimi autoritari emergenti, che intrecciano storia ed esperienza personale per analizzare temi attuali come oppressione, appartenenza ed esilio”.

Le inchieste vincitrici

Al New York Times è andato quello per la miglior indagine per la serie di inchieste sui conflitti di interesse del presidente statunitense. All'agenzia Reuters ben due premi: uno per il cosiddetto “beat reporting” (ovvero il giornalismo specializzato) per un reportage su Meta, che ha documentato la disponibilità dell'azienda tecnologica a esporre gli utenti, inclusi i minori, a truffe e manipolazioni tramite intelligenza artificiale. Un altro per la politica nazionale per una serie di servizi abbia utilizzato il dipartimento di Giustizia per espandere l'autorità presidenziale e cercare di punire i suoi oppositori.

Il Washington Post ha portato invece a casa un riconoscimento per le inchieste sui repentini licenziamenti del Doge, il dipartimento per l'efficienza governativa gestito per un periodo da Elon Musk. Vittoria che arriva nello stesso anno in cui la testata ha lasciato a casa centinaia di giornalisti.