Il Real Casalecchio fa le valigie e le famiglie dei ragazzi lanciano l’allarme. «Se si va in provincia, per molti sarà impossibile proseguire». Il mondo del pallone nel bolognese continua ad essere in fibrillazione.

Lontano dai problemi del Corticella e del Biavati, anche alle porte della città è andato in scena un piccolo terremoto. Dopo 17 anni di vita e oltre cinque di gestione dei campi comunali, al Real Casalecchio subentra la neonata (o rinata) Casalecchio 1921, società che ha visto la luce grazie all’Intervento di alcuni ex calciatori professionisti (Mimmo Maietta, Sebastiano Siviglia, Francesco Cosenza): la consegna delle chiavi è avvenuta due giorni fa, ma ancora mancano alcuni step per il definitivo passaggio di consegne.

Il cambio, però, non avviene senza problemi. Da un lato, infatti, è ancora pendente un ricorso di un’altra società (l’udienza è fissata per il 9 luglio) sull’aggiudicazione del bando promosso dall’amministrazione comunale, dall’altro c’è il problema, tutto del Real, di come arrivare alla fine della stagione calcistica.

L’unica strada possibile ad oggi sembra quella di traslocare ad Anzola dell’Emilia, previo l’accordo con il Sala Bolognese che gestisce gli impianti, ma «il disagio per molte famiglie sarà enorme».