"Riformare le norme sul matrimonio e ridurre i tempi della giustizia".

A scrivere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è Agnese Di Sarli, originaria di Teggiano.

La donna denuncia una vicenda personale durata oltre tredici anni. Al centro, un matrimonio celebrato nel 2011 e poi rivelatosi una truffa. Il marito, che si fingeva dirigente della Polizia di Stato, venne nel 2012 a Roma dopo le indagini della Squadra Mobile. Dalla vicenda nasce anche il libro "Rosso Amarone", scritto da Di Sarli.

Nel testo racconta la sua esperienza e punta a sensibilizzare su casi simili. Sul piano giudiziario, il percorso si è concluso solo nel 2024. Il divorzio è arrivato dopo un iter lungo e complesso. Tra le difficoltà, l'irreperibilità dell'ex coniuge.

"Ci sono voluti 13 lunghissimi anni per uscire dall'incubo", scrive denunciando le conseguenze personali della vicenda: "In questi anni - spiega - mi è stata negata la possibilità di avere un figlio". Nel mirino, la normativa civile italiana. In particolare, l'articolo 122 del codice del 1942. Secondo Di Sarli, la norma è ormai inadeguata. Non contemplerebbe casi di inganno o violenza morale nel matrimonio. E non consentirebbe una rapida nullità del vincolo.