Fondazione Cr Firenze chiude il 2025 con un bilancio record: quasi 120 milioni di euro di avanzo (contro i 102 dell’anno precedente), ricavi per 172 milioni (contro i 152 dell’anno scorso) e un patrimonio arrivato a oltre 3,7 miliardi. Rafforzati anche gli accantonamenti, che sono stati pari a 119 milioni in due anni di cui 97 nel patrimonio e 42 al fondo di stabilizzazione. «Sono numeri straordinari che consentono di incrementare le erogazioni per il 2026 a 64 milioni di euro», sottolinea il presidente di Fondazione Cr Firenze, Bernabò Bocca. Anche in questo caso, a fare da traino sono i dividendi: 132,7 milioni in totale, soprattutto da Intesa Sanpaolo, di cui l’ente possiede l’1,88%, e poi da Cdp (0,67%) e F2i (2,23%). A queste si aggiungono partecipazioni più piccole in Generali e Poste.

«Abbiamo massima fiducia in Intesa Sanpaolo» dice Bocca aggiungendo che se si potesse salire ulteriormente la fondazione sarebbe pronta a farlo ma « siamo vicini al nuovo limite del 44% fissato dall’addendum del protocollo Acri-Mef». Il presidente guarda a Poste dove non esclude un rafforzamento (l’ad del gruppo, Matteo Del Fante, è nel board della fondazione fiorentina). «Ci piace molto l’operazione Poste-Tim, il suo approccio industriale», evidenzia. Bocca cita l’ad di Intesa, Carlo Messina: «Si cresce non per crescere, ma attraverso opportunità valide per crescere. Lo dice Messina. E vale anche per noi». Escluso, invece, un rafforzamento dell’ente in Generali. «Siamo interessati a investimenti che diano cedole importanti ma con cui possiamo anche condividere piani per i nostri territori», commenta Bocca.