Fortunatamente per qualcuno viene prima Roma Capitale del Partito democratico. E così il sindaco (dem) Roberto Gualtieri si sfoga e intervistato dal Corriere della Sera tira una clamorosa picconata al suo stesso partito, colpevole in Parlamento di essersi astenuto sulla riforma votata dal solo centrodestra. Un via libera in aula accolto tra le proteste del centrosinistra e l'indignazione delle forze di governo per l'atteggiamento disfattista e "anti-italiano" delle opposizioni.
"Avrei auspicato una maggioranza più ampia per questa riforma attesa da molto tempo. Roma ha bisogno di un ordinamento che preveda poteri e risorse adeguate per poter svolgere al meglio il proprio ruolo di Capitale, di grande metropoli e di centro mondiale della cristianità - spiega Gualtieri, lamentando l'atteggiamento del Nazareno -. Il testo comunque è stato approvato e ora, invece delle accuse reciproche, sarebbe bene lavorare per concludere l'iter parlamentare e per definire e approvare in parallelo la legge ordinaria senza cui la riforma costituzionale sarebbe monca e inattuabile. E' ancora possibile farlo".
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