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Nel documentario "Man on the Run", McCartney racconta la vita dopo essere uscito dal gruppo più famoso del mondo. L’odio dei fan e dei critici, la fattoria in Scozia e i brani scritti in bagno
Il primo a lasciare i Beatles è John Lennon. Il primo a farlo pubblicamente è Paul McCartney. Su Paul ricade tutta la rabbia. Una rabbia collettiva, sproporzionata. Nei primi anni Settanta McCartney è uno degli uomini più impopolari d'Inghilterra. L'accusa (falsa) è di aver distrutto qualcosa di sacro. Lo choc per la fine del gruppo fu così forte che alcuni commentatori parlarono di "inizio del declino della Gran Bretagna".
Man on the Run, il documentario diretto da Morgan Neville su Amazon Prime, ricostruisce quel decennio con precisione quasi chirurgica. È un film sulla caduta e sulla resurrezione, sul prezzo che si paga per essere stati al centro dell'universo. McCartney vi appare come testimone di se stesso: lucido, ironico, capace di guardare alla propria storia senza autocommiserazione né nostalgia compiaciuta.








