“Saltare i fossi per lungo”, è il modo di dire popolare con cui in Veneto, persone un po’ attempate, si vantano con le giovani generazioni per le passate peripezie. Ma un conto sono le chiacchiere, un altro è fare sul serio. E allora c’è chi, oltre ai fossi, può dire di aver saltato per lungo anche fiumi e laghi di mezzo mondo. Rossano Galtarossa, con 6 olimpiadi e 14 mondiali di canottaggio, è senza dubbio uno di questi. Un oro, un argento e due bronzi. È lui il canottiere italiano che ha vinto più medaglie. Forse anche per questo lo scorso mese di marzo è stato eletto presidente della Federazione Italiana Canottaggio. «Così ora forse potrò impedire i soprusi sportivi che ho subito io», dice convinto questo omone di quasi due metri, 53 anni, casa a Padova, sposato con Elisa e padre di Adele. Inizia così un viaggio in una vita che è stata sì costellata di successi sportivi, ma anche di difficoltà, delusioni, mancati riconoscimenti. È il lato B di un campione, tutti ce l’hanno ma Rossano Galtarossa fa un passo in più: lo racconta.
Galtarossa, a quali soprusi si riferisce?
«Londra 2012, avevo 40 anni e sapevo che sarebbe stata la mia ultima olimpiade. Per questo mi ero preparato alla grande, ero in formissima: avevo solo il 6% di grasso corporeo».







