Franco Ramponi prosciolto dall'accusa di calunnia per una denuncia del 2024: resta in carcere per la strage in cui morirono i tre carabinieri

Ramponi era stato indagato per calunnia in seguito alla denuncia presentata anni fa ai carabinieri perché due persone avevano invaso uno dei suoi terreni, danneggiandolo: aveva sporto denuncia il 18 marzo 2024, mentre i terreni oggetto della presunta «invasione» e del danneggiamento erano stati trasferiti ufficialmente all'aggiudicatario dell'asta solo il 13 maggio

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mercoledì 4 marzo 2026 di Redazione web

VERONA - È stato prosciolto dall'accusa di calunnia Franco Ramponi, il 65enne che, insieme al fratello Dino e alla sorella Maria Luisa è in carcere per la strage di Castel d'Azzano, in provincia di Verona, risalente al 14 ottobre scorso in cui morirono tre carabinieri, Valerio Daprà e Davide Bernardello partiti dalla sede di Padova e Marco Piffari, arrivato dalla sede di Mestre del Quarto Battaglione "Veneto".