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2 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:22
La Colombia entra nella fase decisiva delle elezioni presidenziali del prossimo 31 maggio in uno scenario che combina una forte polarizzazione politica con un preoccupante ritorno della violenza. Nelle ultime 48 ore, il paese ha registrato almeno 26 attentati: una escalation con decine di morti e feriti che riapre rimette al centro i gruppi armati che operano nel paese e ridefinisce il clima elettorale. In parallelo, i sondaggi consolidano un dato chiave: il senatore di sinistra Iván Cepeda guida con chiarezza le intenzioni di voto, ma la corsa per l’accesso al ballottaggio resta completamente aperta.
Secondo l’ultima rilevazione di Invamer, Cepeda raggiunge il 44,3%, seguito da Abelardo de la Espriella con il 21,5% e da Paloma Valencia con il 19,8%. Questa fotografia elettorale delinea uno scenario con tre protagonisti: un candidato che sfiora la possibilità di vincere al primo turno — superando la soglia del 50% — e due aspiranti che competono intensamente per il secondo posto e, con esso, per l’accesso al possibile ballottaggio previsto per giugno. Al di là dei numeri, ciò che emerge è una disputa strutturale tra progetti di paese. Non si tratta di una competizione “normale”, ma di un confronto tra visioni profondamente diverse dello Stato, della pace e dell’organizzazione territoriale.






