C’è una data nella storia della famiglia Schumacher che divide il tempo in due. È il 29 dicembre 2013, Michael è sugli sci a Méribel, comprensorio de Les Trois Vallées, in Francia. Una caduta provocherà un trauma cranico che si rivelerà decisivo. Poi il buio. Da quel momento il sette volte campione del mondo di Formula 1 scompare dalla scena pubblica e la famiglia si raccoglie in un silenzio lungo più di un decennio. A infrangere il muro del riserbo ora, per la prima volta, è un documentario dedicato a Gina Maria Schumacher, figlia primogenita del pilota più celebrato di quella storia.

La locandina del documentario. Credit: Gina Maria Schumacher

Horsepower, disponibile dal 17 aprile sul canale tedesco ZDF (in chiaro, con sottotitoli anche in inglese), racconta di una passione familiare, per i cavalli e l’equitazione, sviluppata anni prima durante un viaggio di famiglia a Dubai. Nella penisola arabica gli Schumacher si innamorano dei Quarter Horse: razza americana, indole tranquilla. Quella passione per Gina Maria – che al tempo dell’incidente aveva dodici anni - si trasforma presto in altro: «non potrei vivere senza di loro, mi hanno aiutata in tutto. Dopo l'incidente di papà mi sono buttata a capofitto in questa disciplina perché avevo bisogno di fare qualcosa».