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Il lavoro passa ancora una volta in secondo piano ai concerti per il Primo Maggio, dove spopolano le bandiere per la Palestina
Primo Maggio dai palchi d’Italia con il lavoro che, come spesso accade, scivola in secondo piano. Non è di moda come Gaza o come la Flotilla, quindi non è particolarmente considerato, soprattutto dai giovanissimi artisti sul palco. Tante le bandiere della Palestina sotto il palco del Concertone di Roma, altrettante a Taranto, in attesa che nel capoluogo ionico salga sul palco Francesca Albanese.
“Persone altruiste dirette in Palestina con beni di prima necessità sono state arrestate in acque internazionali ben prima che arrivassero alla loro meta”, ha dichiarato il cantante Dutch Nazari, chiedendo alla piazza di urlare perché “arrivi alle orecchie di chi governa, per dirgli che le parole di condanna vanno bene, però alle parole devono seguire i fatti”. Dutch Nazari ha quindi aggiunto: “Palestina libera”. Anche Emma Nolde dal palco di Roma ha parlato della Flotilla e della Palestina: “Siamo tanti qui sulle onde per la Global Sumud Flotilla”. Nico Arezzo a margine della sua esibizione ha raccontato: “La scorsa settimana ho avuto la fortuna di suonare prima della partenza della Flotilla. Prima di salire su questo palco pensi a tantissime cose che si possono dire, in realtà è difficile. Ti senti responsabile e io nel mio piccolo ho provato a portare la mia battaglia personale: cercare di far capire che un quadro è bellissimo, ma bisogna far sì che chi fa il quadro possa avere gli strumenti giusti per farlo”. Francamente, dopo essere scesa dal palco, ha dichiarato: “Quando si inizia a infrangere il diritto internazionale è difficile tornare indietro. È quindi nostro dovere tenere l'attenzione alta. Quello che sta succedendo in Palestina è genocidio ed è giusto che si alzi la testa e la voce”.






