Cgil, Cisl e Uil tornano in piazza uniti per il Primo maggio, quest'anno a Marghera (Venezia), sotto lo slogan del lavoro dignitoso.
Filo conduttore che riecheggia da un lato all'altro della piazza - dove arrivano anche la segretaria del Pd Elly Schlein e Nicola Fratoianni di Avs - e si intreccia inevitabilmente con il tema del salario giusto. Scelta che la premier Giorgia Meloni rivendica, mentre il segretario della Cgil, Maurizio Landini, va all'attacco.
Dopo l'ultima Festa dei lavoratori celebrata in tre città diverse, le voci dei sindacati si compattano sui temi dell'occupazione di qualità, stabile e ben retribuita, sulla sicurezza e sulla lotta ai contratti pirata. Di nuovo insieme sullo stesso palco, anche se, dopo il decreto lavoro approvato dal governo proprio in vista del Primo maggio, non mancano le differenze di giudizio sul provvedimento, ritenuto positivo da Cisl e Uil e criticato dalla Cgil.
Un intervento che per Meloni - in mattinata a Monza da PizzAut locale dove lavorano ragazzi con lo spettro autistico - è un altro tassello importante per migliorare la condizione dei lavoratori, perché "per noi - dice - il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete". E aver affermato il principio del salario giusto significa, ribadisce la presidente del Consiglio, che le risorse pubbliche devono andare a "chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa i contratti pirata".















