Sono giorni turbolenti per OpenAI: ad accenderli è stato un report del Wall Street Journal secondo cui l’azienda non starebbe raggiungendo alcuni obiettivi interni su ricavi e crescita degli utenti, incluso il traguardo di un miliardo di utenti attivi settimanali entro la fine del 2025. L’indomani il gruppo ha bollato come «puro clickbait», per poi completare la risposta con le parole della direttrice finanziaria, Sarah Friar, che ha parlato in esclusiva con Bloomberg. La manager ha respinto le preoccupazioni, affermando che l’azienda sta rispettando i propri traguardi e vede «un muro verticale di domanda» per i suoi prodotti.

«Nel complesso stiamo facendo meglio del previsto», ha detto Friar. «Il percorso per arrivarci cambia spesso da un periodo all’altro, perché siamo ancora un’azienda giovane e non tutto è perfettamente prevedibile in ogni dettaglio».

Wall Street guarda con molta attenzione cosa succede nell’azienda più importante nel paradigma dell’intelligenza artificiale generativa. La Ipo, che potrebbe essere la più grande della storia, è attesa nei prossimi mesi. E il report scettico sul ritmo di crescita è bastato per fare andare in negativo in Nasdaq, a dimostrazione del peso che già ricopre OpenAI sulle prospettive economiche e finanziare dell’Ai.