ROMA - Dopo il lavoro, la casa. Giorgia Meloni torna in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri per la seconda volta in tre giorni. Un evento più unico che raro. Lo fa per annunciare in prima persona un piano casa «da 10 miliardi di euro» basato su tre pilastri - edilizia residenziale pubblica, housing sociale, investimenti privati - e un obiettivo: rendere disponibili oltre 100mila alloggi in dieci anni. È la risposta del Governo a quella che definisce «una delle priorità più sentite dagli italiani, ossia la possibilità di accedere ad alloggi di qualità a prezzi accessibili» e che aveva promesso di affrontare dal palco del meeting di Comunione e Liberazione lo scorso agosto. «La casa è un bene primario», scandisce, ricordando gli aumenti dei prezzi sul mercato immobiliare e snocciolando le percentuali dell’indice di sforzo sul mutuo, che misura il rapporto tra stipendio netto e costi sostenuti per il mutuo o per l’affitto. Un indice che ha «significativamente superato il livello di guardia del 33% in tutte le principali città, da Milano, dove è oltre il 47%, a Roma vicina al 36%».

Il capoluogo lombardo e la Capitale – aggiunge - sono tra le città europee dove è più difficile per un giovane acquistare un immobile. E «il problema dell’accesso alla casa riguarda una fetta purtroppo significativa della popolazione, più ampia di quella che conosciamo come parte più fragile e vulnerabile». Il riferimento è alla “zona grigia” «fatta di tantissimi italiani che pagano le tasse, studiano, lavorano»: troppo benestanti per accedere alle graduatorie per una casa popolare e troppo poco per accogliere le richieste del mercato immobiliare.