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Le società di sharing chiedono proroga alla Motorizzazione: "Tempi troppo stretti"

Scatteranno tra poco più di 15 giorni le nuove regole per i monopattini elettrici: obbligo di targa e assicurazione RC auto per tutti i conducenti. A Milano sono tre gli operatori di monopattini in sharing (Bird, Dott, Lime) per una flotta totale di 6mila veicoli, che denunciano una situazione piuttosto complessa nell'attuazione della legge.

Per quanto riguarda l'obbligo di targa «il primo mese, il portale della motorizzazione non ha funzionato in maniera ottimale, nel senso che non era possibile prendere appuntamenti per richiedere e ritirare le targhe - spiega Andrea Giaretta, vicepresidente Dott e Segretario Assosharing -. Tutt'ora permane una difficoltà per le agenzie che si occupano di questo servizio». Si parla di flotte di migliaia di veicoli. «Ci troviamo in grossa difficoltà. Stiamo cercando tutti di trovare dei piccoli slot per adeguarci però su due mesi a disposizione, ovvero dalla data della pubblicazione in Gazzetta della legge, uno l'abbiamo perso per problemi tecnici. È un percorso a ostacoli. Il settore, per altro, è da sempre favorevole all'identificabilità del mezzo, tanto che tutti i monopattini sono dotati di GPS, quindi identificati». Se, infatti, i mezzi delle flotte in sharing sono identificati presso il Comune e tramite Gps, al momento così non è per i privati: la targa permette di risalire al proprietario in caso di incidente e di verificare se il mezzo sia assicurato. Che cosa avete intenzione di fare? «Abbiamo un'interlocuzione aperta con la Motorizzazione - spiega Giaretta - per avere una proroga perchè non è possibile ottenere tutte le targhe entro un mese». «La prima disponibilità per potere ritirare le targhe è il 26 maggio, dieci giorni dopo l'entrata in vigore dell'obbligo - spiega Giorgio Cappiello, policy manager Italia di Bird -. Non solo, le agenzie possono ritirare 500 targhe alla volta, e noi abbiamo duemila veicoli solo su Milano». Le difficoltà riguardano anche il posizionamento della targa: la legge impone che sia apposta sul parafango posteriore o sulla parte anteriore», ma «il tema - continua Giarretta - è che il parafango posteriore è di plastica e quindi facilmente tagliabile o vandalizzabile: vogliamo evitare che le targhe vengano rubate. Quindi stiamo studiando se sia possibile apporle al telaio».