Energia elettrica, il 1° maggio in tutta Italia il prezzo unico nazionale (Pun Gme Index) ha toccato il valore di zero euro al MWh tra le 11 e le 17 circa. Un valore che ha fatto scendere anche la media giornaliera: dai 106 euro al MWh del 30 aprile agli 87 del 1° maggio.

Il fenomeno era già accaduto nei giorni scorsi nelle regioni del Sud e delle isole, ed era stato registrato nel pezzo zonale, diverso per ciascuna macroarea.

Maggiore offerta, minore domanda

La prima volta che i valori sono crollati a zero in tutto il Paese è stato il 1° maggio dello scorso anno. E non è una caso: il giorno festivo - con fabbriche e uffici chiusi - porta infatti con sé minor fabbisogno di energia elettrica, quindi una bassa domanda. Inoltre, dal punto di vista stagionale, non è ancora iniziato l’uso diffuso dei condizionatori che spinonoe i consumi di energia tradizionalmente durante l’estate. Dall’altra parte, la bella stagione spinge al massimo la produzione di energia prodotta dal sole, con il risultato di un’offerta alta, più alta della domanda effettiva di elettricità nel Paese.

Questo porta a due conseguenze: il crollo dei prezzi nelle ore di sovraproduzione nella borsa elettrica gestita dal Gme - la piattaforma in cui produttori e operatori si scambiano energia su base oraria (anzi, dall’anno scorso su slot di 15 minuti) per coprire il fabbisogno del Paese - e il curtailment, cioè lo spegnimento di alcuni impianti imposto (e remunerato) dal gestore di rete che ha la responsabilità di mantenere in equilibrio il sistema elettrico (in cui domanda e offerta devono equivalersi).