"Ha rifiutato l'approccio sessuale" di Andrea Sempio: per questo, la mattina del 13 agosto del 2007, Chiara Poggi è stata uccisa nella villetta di famiglia di via Pascoli a Garlasco.

Questa è la ricostruzione della Procura di Pavia che ha convocato Sempio il prossimo 6 maggio e cambiato il capo d'accusa nei confronti del vecchio amico di Marco Poggi, fratello della vittima: non "concorso in omicidio", ma "omicidio volontario". Un ribaltone che secondo gli inquirenti dovrà portare al rinvio a giudizio nei confronti del 39enne, che avrebbe dunque "agito da solo". Una impostazione che porterebbe anche alla revisione del processo nei confronti di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara finora unico condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

Sempio, da parte sua, non riesce "a capacitarsi" anche "di questo movente sessuale" e ripete "ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale", dato che lui, poi, "non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare": ha detto la sua avvocata, Angela Taccia, che assiste il 38enne col legale Liborio Cataliotti.

La legale ha ribadito che, comunque, Sempio resta "tranquillo" anche di fronte alla nuova imputazione dei pm di Pavia. "Ci teniamo comunque a dire, io e il collega Cataliotti - ha chiarito - che è una imputazione elastica e mutevole, perché siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Ed è ovviamente un'opinione di parte". Quello che "ci ha lasciato abbastanza basiti", ha spiegato, "è il fatto che non solo è stato tolto il concorso, ma quello era abbastanza prevedibile, ma è stata aggiunta pure l'aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi. Non si capisce come mai dopo 19 anni, mentre le ferite rimangano quelle inevitabilmente, viene aggiunta quell'aggravante, tecnicamente non lo capiamo".