Il dado è tratto: la Procura ha accusato Andrea Sempio dell'omicidio di Chiara Poggi, del quale stando all'ipotesi accusatoria starebbe stato autore unico. Una testi contro la quale, però, si scaglia la criminologa Roberta Bruzzonne, la quale smonta l'impianto dei pm punto per punto.

Nel dibattito riacceso attorno al delitto di Garlasco, Bruzzone contesta con decisione la consistenza del quadro accusatorio, definendolo più vicino a una costruzione narrativa che a un insieme di prove solide. In un intervento sui social, la criminologa parla apertamente di un’ipotesi fragile, spingendosi a qualificarla come "improbabile". Al centro della sua analisi c’è la distanza tra suggestione e dimostrazione: senza elementi verificabili e coerenti, sottolinea, un’accusa rischia di restare priva di fondamento in sede processuale.

Entrando nei dettagli, Bruzzone evidenzia diverse criticità. Il movente di natura sessuale viene giudicato privo di riscontri concreti, incapace di sostenere l’impianto investigativo. Anche la ricostruzione dell’aggressione presenta incongruenze: l’idea di colpi sferrati sulle scale senza tracce ematiche visibili appare, secondo lei, poco compatibile con una scena del crimine di quel tipo.