La sua pipa stretta fra le labbra, i suoi baffoni e il berretto calcato sulla fronte erano diventati iconici, ieri come oggi, grazie a una pubblicità che è riuscita a scavallare i decenni. Quella di una nota marca di tonno. E pensare che neppure era un pescatore professionista, bensì un responsabile tecnico della Fincantieri di Riva Trigoso.

Il suo volto, però, ha fatto ugualmente il giro del piccolo schermo e oggi c’è grande commozione, a Moneglia, per la morte di Franco Botto, lo storico testimonial del Tonno Insuperabile, quello con lo slogan “Centosettanta grammi di bontà, in olio d’oliva”, pronunciato a denti stretti, per non perdere il morso della pipa.

Botto, che era ormai in pensione dopo esser stato anche assessore comunale a Moneglia (nel Levante genovese), sua città di origine e di residenza, è mancato all’età di 88 anni. A dare l’annuncio della sua scomparsa, attraverso i social network, è stato suo figlio Mattia, attuale consigliere di maggioranza, sempre a Moneglia, con delega all’ambiente.

Il rosario mercoledì 29 aprile, alle 19 presso la chiesa di Santa Croce a Moneglia, mentre il funerale è fissato per giovedì 30 aprile, alle 10 presso la stessa chiesa. Franco Botto promuoveva il tonno nella scatoletta gialla bordata di blu sin dal lontano 1981. In una intervista ricordava la genesi di quello spot: «Tutto è nato per caso e forse questo ha reso l’esperienza molto positiva. Un mio amico aveva messo su da qualche tempo una piccola casa di produzione video e stava cercando un volto simile al mio per uno spot che doveva girare. Mi ha chiesto quasi per gioco se mi andasse di farlo e, visto che mi incuriosiva l’idea di vedermi in tv, ho accettato. All’epoca lavoravo come responsabile tecnico alla Fincantieri, non conoscevo il mondo televisivo perché mi occupavo di tutt’altro. Quando lo spot è andato in onda, la gente ha iniziato a riconoscermi per strada ed era strano, non sapevano se fermarmi e chiedermi se ero davvero io il protagonista della pubblicità. Ho vissuto quel periodo però con molta tranquillità, proprio perché è stato un successo nato davvero per caso».