In Inghilterra ci sono le fan dei Emily Brontë, di Jane Austin e di Thomas Hardy. Che rispettivamente sanno a memoria, riga per riga, "Cime tempestose", "Orgoglio e pregiudizio" e "Tess dei d'Urberville". Capolavori, romantici e drammatici, che montano irrimediabilmente nella memoria delle avide lettrici (e lettori). In comune hanno l'ambientazione: i paesaggi della campagna, delle rotolanti colline e delle brughiere inglesi, più o meno dolci o crude, che sono - piaccia o meno - le più fascinose d'Europa. Come intriganti sono le trasposizioni cinematografiche e televisive continuamente tratte dai romanzi: non si contano i remakes per ciascuna opera. Regie di mestiere di cui il cinema britannico, specializzato nelle ricostruzioni storico-letterarie, vanta guinnesS da primati tanto che VisitBritain per promuovere UK non lesina a pubblicizzare con dovizia, anno dopo anno.
Però lo Yorkshire della Emily Brontë e delle sue blande cime vince sul Wessex, sui Cotswolds, sul Somerset e Dorset perché è davvero ruvido, gotico e più selvaggio suscitando introflessioni talvolta dilanianti. Così, come non dire dell'ultima versione hot di "Woundering Heights" girata da Emerald Fennel con Jacob Elordi e Margot Robbie (una Cathy troppo adulta rispetto a Heathcliff) e trasformata in un fiaba nera, piena di sangue, sesso e sospironi? Un adattamento sicuramente meno sognato, rispetto alle storiche precedenti, ma pur sempre infarcito di dimore fatiscenti e scorci strazianti. Non solo cuori infranti ma pure danza amorose, macabre o salvifiche e ad alto tasso erotico. Per cui di grande successo anche in quel pubblico giovane che la Brontë manco sapeva chi fosse.







