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30 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 11:57
“Non fu colpa solo dalla tempesta“. Dopo quasi due anni dal naufragio del Bayesian, il mega yacht affondato a Porticello (vicino a Palermo), i periti incaricati dalla procura di Termini Imerese evidenziano che la forza dell’evento climatico che colpì l’imbarcazione non era tale da non poter essere gestita. È quanto contenuto nella consulenza meteo anticipata da Repubblica. La dinamica del naufragio del 19 agosto 2024, quando morirono sette persone, non è stata chiara fin dall’inizio, alimentando fake news e numerose ipotesi. Ora però si rafforza la teoria dell’errore umano, perché alle 4 di quella notte c’era “poco più di un groppo meteorologico, un improvviso aumento della velocità del vento che precede temporali e rovesci”.
Quel superyacht di 56 metri era considerato un gioiello della nautica contemporanea, di proprietà del magnate inglese Mike Lynch che perse la vita nel naufragio. Con lui anche la figlia Hannah, il cuoco di bordo Recaldo Thomas e i coniugi Bloomer e Morvillo. A causarne l’incidente non sarebbe stata solo la tempesta, ma soprattutto degli errori umani, in particolare l’aver sottovalutato l’evento atmosferico. Per questo motivo sono tre gli indagati per naufragio e omicidio colposo plurimo: il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia quella notte Matthew Griffiths.






