Un incrocio di tre vie, una smussata: Ireland Yard, Burgon Street e St. Andrew's Hill.. E la solita tipica turistica targa blu della city of London che, appiccicata sul muro bianco di una casetta dai balconi fioriti, che dice: "Il 10 marzo 1613 William Shakespeare acquistò un'abitazione nella grande porta di Blackfriars vicino a questo luogo". Una rivelazione apocalittica che ha sconvolto la city colta e tradizionalista più della chiusura dello stretto di Hormuz. Roba da scorticarsi dalla gioia, da brindare con pinte di Ale nel pub old style d'angolo, The Cockpit, o farsi crescere le ragnatele sulle mani sfogliando cinquecentine negli archivi e nelle biblioteche di Londra o alla magnifica Library del British Museum emuli della professoressa Lucy Munro, esperta del Bardo e docente al King's College che ha identificato con precisione la posizione e le dimensioni dell'immobile, l'unico acquistato acquistato dopo aver scampato la peste (nel 1606, le morti causate dalla peste portarono alla chiusura dei teatri. La malattia raggiunse la casa del drammaturgo a Londra e avrebbe cambiato per sempre la sua vita professionale e l'intero mondo del teatro).
E tutto il trambusto, da fanatismo storiografico-letterario, è esploso grazie al ritrovamento di una planimetria finora sconosciuta. Londra è stata sovente accusata di nascondere la sua storia, e in effetti raramente qualcosa è stata sepolta così bene come la storia di Blackfriars che ha giocato un ruolo fondamentale nella vita di Shakespeare perché, quando la sua compagnia fu costretta a lasciare il Theatre di Shoreditch nel 1598, tentò di stabilirsi proprio nel quartiere allora mercato della perdizione e dell'alcool come oggi è quello della borsa e del dio denaro, ma venne ostacolata da un gruppo di puritani aristocratici guidati dalla potentissima e tenace Lady Elizabeth Russell. E così venne costruito il Globe a Bankside con il legname riciclato dal Theatre. Inevitabile ricordare pero' che Shakespeare sta all'Inghilterra quanto Dante all'Italia. Solo che da illo tempore certi capitoli biografici dell'autore di Re Lear, Amleto e Otello restano nella nebbia.











