Appositi spazi, anche più dignitosi, per non far passare i pazienti più fragili direttamente dalla barella alla bara. Anche perché già nel 2022 i decessi all’interno dei Pronto soccorso laziali riguardavano «nel 55% persone con oltre 12 ore di permanenza» nei Ps. Però anche nel 2023 il Nucleo Ispettivo Regionale ha evidenziato l’assenza di un percorso dedicato al "fine vita" in molti ospedali romani (tra cui il Sandro Pertini), che causa un conseguente peggioramento dell’assistenza ai pazienti con patologia acuta. E così il sollecito della Regione Lazio all’Asl Roma 2 ha portato, nel giugno del 2023, all’adozione di un apposito documento preliminare in cui si prevedeva «la creazione di un Team Valutativo composto da medici, infermieri e dai vari specialisti a seconda delle patologie presentate dal paziente». In seguito la stessa Asl ha ritenuto «necessario delineare nel contesto aziendale un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) mirato alla gestione del "Processo di Fine Vita"».