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Torino 30 apr. (askanews) – Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta nella Manica Lunga Cecilia Vicuna: El glaciar ido (The vanished glacier / Il ghiacciaio scomparso), la prima mostra personale dell’artista in un museo italiano: un importante ritorno dell’artista nell’istituzione che ha presentato per la prima volta il suo lavoro in Italia nel 2000, nell’ambito della mostra collettiva Quotidiana. Artista, poetessa e attivista, il pensiero femminista ed ecologico di Vicuna si focalizza su tematiche legate alla difesa della democrazia, alla libertà d’espressione e a pratiche decoloniali volte alla tutela dell’eredità culturale delle popolazioni indigene e del territorio. Il processo di preparazione della mostra ha incluso un’azione collettiva che ha coinvolto le comunità locali in passeggiate e nella raccolta di piccoli materiali residui provenienti dalle sponde dei vicini corsi e bacini d’acqua, come il fiume Dora Riparia e i laghi di Avigliana.

Marcella Beccaria, curatrice della mostra ha raccontato ad askanews: “Quando Cecilia è venuta qua effettivamente una delle prime cose che ha notato è stato che dalle finestre della Manica Lunga si vedono vette di montagne innevate. Questa mostra nasce dall’incontro di Cecilia Vicuna con questo luogo e il suo territorio, guardando innanzitutto alla memoria geologica di questo luogo e al paesaggio che è stato modellato da queste varie fasi glaciali, un paesaggio fatto di colline moreniche. Il Castello di Rivoli siede su una collina morenica e quindi per sua natura su una collina fatta di detriti e di sedimenti. La mostra continua una lunga relazione tra l’artista e la fisicità dell’acqua, del ghiaccio, delle montagne: lei come dice è una creatura delle montagne, in molti suoi lavori effettivamente acqua, montagna e ghiaccio sono fortemente presenti. Questa è una mostra che parla chiaramente anche di quanto è preziosa oggi l’acqua, di quanto sono drammatiche le varie tipologie di attentati al paesaggio e all’ambiente naturale che noi continuamente facciamo.