BOLOGNA – La formula delle zone rosse continuerà sotto le Torri per altri cinque mesi. Lo strumento collaudato per la prima volta a Bologna dal 2024, su impulso del ministero dell’Interno per prevenire fenomeni di mancata sicurezza con una stretta sui controlli, è stato prorogato fino al 30 settembre, e riguarderà sempre l’area della Bolognina e della stazione centrale.
Lo ha stabilito ieri il Comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Enrico Ricci, a cui hanno partecipato l’assessora alla sicurezza Matilde Madrid, il procuratore capo Paolo Guido e i vertici delle forze di polizia. Rendendo noto, al termine, di avere esaminato anche i dati di criminalità nel territorio da quando sono in vigore: sostanzialmente in calo, basandosi sul confronto tra il periodo dall’1 gennaio al 20 aprile 2025 e lo stesso intervallo dell’anno corrente. In particolare la contrazione «del 19% della delittuosità nel comune, e che sale al 33% nelle zone rosse ha riguardato tutte le fattispecie di reato». Con un calo particolarmente significativo per rapine, scippi e borseggi.
Nell’intero territorio di Bologna le rapine calano di circa il 9%, con una riduzione del 50% nelle zone rosse, mentre i furti scendono del 18% nell’intero territorio comunale e di oltre il 50% nelle zone rosse. Numeri che la Prefettura giudica positivi, aggiungendo sono «frutto del costante controllo del territorio». Il provvedimento nei mesi scorsi era stato oggetto di critiche da Palazzo d’Accursio rispetto a un provvedimento giudicato un «fallimento». Più personale, aveva sempre richiesto l’assessora Madrid reclamando un rinforzo rispetto agli agenti di polizia.






