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Ultimo aggiornamento: 6:13

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Siamo quasi in acque greche. Sorge il sole dalle rocce di Creta. Ce l’abbiamo fatta. Qui, alle 7 del mattino di giovedì che corrispondono alle 6 italiane, non dovrebbero venire a prenderci. Altre barche sono davanti a noi, già al riparo. Sulla nostra, Vivi/Sabra, abbiamo forzato il motore fin quasi a fonderlo, oltre i 2500 giri al minuto, per metterci in salvo correndo verso Creta e le sue acque “europee”. Come aveva indicato l’organizzazione della Global Sumud Flotilla quando è apparso chiaro che volevano intercettare il maggior numero possibile barche, non solo intimidire.