C'è un elemento di geografia sindacale che emerge dalle reazioni sul Decreto Lavoro ed è, ancora una volta, l'isolamento della CGIL. Il sindacato di Corso Italia sceglie l'arroccamento a fronte di un provvedimento che affronta parte della questione salariale e cerca di porre un argine effettivo al cosiddetto "dumping contrattuale", fenomeno distorsivo creato dalla concertazione di sigle poco rappresentative. Il provvedimento del governo rilancia la contrattazione collettiva e il valore della rappresentanza in una fase storica in cui essa è in crisi. E le sigle hanno risposto riconoscendo lo sforzo. Daniela Fumarola, numero uno della CISL, definisce "un ottimo risultato quello di aver fissato un principio", cioè il trattamento economico complessivo dei contratti maggiormente rappresentativi per riconoscere i benefici al lavoratore che assume. "Significa che al di sotto di questo trattamento non è salario degno. Per noi è un risultato importante". Anche Pierpaolo Bombardieri apre: "Siamo molto soddisfatti, perché per la prima volta c'è un intervento legislativo che identifica il salario giusto e dignitoso con i contratti di CGIL, CISL e UIL. È un cambio di passo importante e una nostra battaglia che va nel senso giusto". Da notare che, negli ultimi anni, spesso la UIL si era affiancata alla CGIL in certi posizionamenti di forte contrapposizione verso il governo.
Decreto Lavoro, Landini sceglie l'arroccamento e resta da solo. Sindacati spaccati
C'è un elemento di geografia sindacale che emerge dalle reazioni sul Decreto Lavoro ed è, ancora una volta, l'isolamento della C...











