Una sentenza della Corte di Cassazione serve un clamoroso assist a chi viaggia in aereo: da oggi potranno ottenere cospicui rimborsi anche in causo di annullamento di un volo a causa del maltempo.
La sentenza segna una svolta nei rapporti tra compagnie e passeggeri, imponendo standard probatori molto più rigorosi a chi intende sottrarsi al pagamento delle compensazioni. Il caso prende le mosse da un volo Ryanair partito da Cracovia e diretto a Bergamo, arrivato con oltre tre ore di ritardo. La compagnia aveva attribuito il disservizio a una fitta nebbia mattutina, sostenendo che l’evento avesse provocato una serie di ritardi a catena lungo l’intera giornata operativa, una tesi inizialmente accolta sia dal giudice di pace sia dal tribunale.
La Suprema Corte ha però ribaltato questa lettura, evidenziando un elemento decisivo: la nebbia si era dissolta intorno alle 9.30, mentre il volo era previsto nel pomeriggio. Un intervallo temporale sufficiente, secondo i giudici, per riorganizzare le operazioni ed evitare conseguenze sul collegamento in questione. L’effetto domino evocato dalla compagnia non è stato supportato da dati concreti, ma solo ipotizzato, e ciò non è stato ritenuto sufficiente.









