Roma, 29 apr. (askanews) – “I rischi macrofinanziari di natura ciclica in Italia rimangono contenuti sulla base delle evidenze più recenti fornite da un nuovo indicatore composito del rischio sistemico relativo al ciclo finanziario domestico”. Lo afferma la Banca d’Italia, in un riquadro di analisi inserito nell’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria.

L’istituzione di Via Nazionale spiega come negli ultimi anni diverse autorità europee abbiano ampliato l’insieme delle informazioni per la valutazione dei rischi macrofinanziari di natura ciclica, introducendo nuove misure di rischio composite che consentono di superare la tradizionale enfasi sull’andamento del credito e di offrire una lettura più articolata delle vulnerabilità emergenti.

“In questo contesto, un recente studio propone un indicatore composito del rischio sistemico relativo al ciclo finanziario (cyclical risk indicator, CRI) per l’Italia”. E questo nuovo indice “Cri” è stato costruito “a partire da un insieme di variabili comunemente impiegate in letteratura per la loro capacità di anticipare le crisi finanziarie. Tra esse, sono state selezionate quelle che si sono dimostrate maggiormente in grado di predire gli episodi di stress macrofinanziario verificatisi nel nostro paese negli ultimi cinquant’anni”.