Via libera dell'Aula del Senato al decreto commissari che ha approvato il provvedimento con voto di fiducia. Il testo, che il 5 maggio arriverà all'esame della Camera per la seconda lettura, mette mano alla governance delle grandi opere e prova a rimettere ordine nella galassia di strutture straordinarie cresciute negli ultimi anni. Dentro c'è il Ponte sullo Stretto, ma anche il Gran Sasso, le autostrade A24-A25, gli interventi Anas e una lunga serie di cantieri considerati strategici.
L’aula l’ha approvato con 95 voti favorevoli, 58 contrari e un astenuto
Ponte sullo Stretto
Il cuore del provvedimento resta l'articolo 1, quello più delicato. Qui il governo conferma il cambio di passo già emerso nelle interlocuzioni con il Quirinale: niente super-commissario sul Ponte e ritorno della regia al ministero delle Infrastrutture. Una scelta che segna una discontinuità rispetto alle prime bozze e che punta a ricondurre l'operazione dentro un perimetro più ordinario, dopo i rilievi della Corte dei conti. Il testo approvato dal Senato chiarisce in modo puntuale il percorso procedurale per arrivare al via libera definitivo dell'opera. Si tratta di una vera roadmap: aggiornamento del piano economico-finanziario, nuovi passaggi istruttori, acquisizione dei pareri tecnici e, soprattutto, nuova delibera Cipess, destinata a diventare l'atto chiave dell'intero iter. Accanto a questo, il decreto rafforza il ruolo del Mit come cabina di regia dell'interlocuzione con Bruxelles. Il confronto con la Commissione europea resta uno snodo cruciale, sia sul fronte ambientale sia su quello della concorrenza e delle regole sugli appalti. Una scelta dettata dalla necessità di non inciampare su qualche obiezione della Ue durante l'iter autorizzativo.






