Voluta dalla premier Giorgia Meloni e promossa dall'Avvocatura generale dello Stato, l'attesa costituzione di parte civile dell'Italia nell'indagine svizzera sul rogo di Crans Montana è stata depositata mercoledì, negli uffici della procura di Sion, dall'avvocato ginevrino Romain Jordan. Il Governo italiano ritiene infatti che la strage di Capodanno, in cui sono morti 6 connazionali e 13 sono rimasti gravemente feriti, abbia causato un "danno diretto" al "patrimonio dello Stato a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l'assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti".
Il documento, predisposto da Jordan, legale di molte famiglie coinvolte nella tragedia, in coordinamento con l'Avvocatura, evidenzia come "il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell'evento sia considerato estremamente verosimile", giustificando così "la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili".
Un responsabilità istituzionale, che, d'altronde, coinvolge, per ora, 11 indagati tra funzionari e amministratori comunali, tra cui il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud. A cui vanno aggiunti Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale teatro della strage. Per tutti le ipotesi di reato sono di incendio, lesioni e omicidio colposi. Nella messa a punto della strategia italiana erano stati coinvolti anche i familiari delle vittime e dei feriti che avevano partecipato lo scorso 2 aprile in un incontro a Palazzo Chigi tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l'avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i rappresentanti dei Ministeri degli Esteri, della Giustizia e della Protezione Civile.








