Il 21 aprile scorso, il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, e la presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil, Monica Iviglia, hanno inviato una lettera ufficiale al ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e al viceministro Maurizio Leo per allertarli «su un'anomalia che rischia di penalizzare pesantemente migliaia di contribuenti». Attraverso il monitoraggio costante delle strutture territoriali dell'organizzazione e dei suoi centri di assistenza fiscale, segnala la Cgil, è infatti emerso come «una quota significativa di sostituti d'imposta abbia rilasciato ai lavoratori dipendenti certificazioni uniche 2026 in cui risultano dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (art. 49, co. 1 del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (cosiddetta somma aggiuntiva) o all'ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente». Fra questi sostituti figurano, ad esempio, le casse edili che hanno corrisposto l'Ape (Anzianità professionale edile), alcune amministrazioni pubbliche e non poche imprese private. Nelle Cu in questione i redditi di lavoro dipendente o loro indennità sostitutive sono stati certificati dal sostituto come redditi di lavoro dipendente non compresi fra i redditi di lavoro ex art. 49, comma 1 del Tuir.
La Cgil: errori nelle certificazioni uniche, a rischio migliaia di 730
Dati errati o assenti sulla natura del reddito di lavoro










